Ansia e attacchi di panico
L'ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico. Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore. 

Sintomi psichici: sensazione di apprensione, paura, terrore, inquietudine, irritabilità, difficoltà di concentrazione e d’attenzione, pessimismo, sfiducia in se stessi e nelle proprie capacità, stato di preoccupazione continua ed ingiustificata, sensazione di pericolo, sensazione di mente confusa, insonnia, reattività eccessiva al minimo stimolo. 

Sintomi fisici: crampi allo stomaco, disturbi intestinali, respiro affannoso, tremori, giramenti di testa, tensioni e dolori muscolari, voce tremula, rossore del viso, facile affaticabilità. 

Sintomi neurovegetativi: senso di soffocamento, fiato corto, palpitazioni ed aumento del battito cardiaco, aritmie, aumento della pressione arteriosa, sudorazione, mani fredde o sudate, modificazioni salivari e bocca asciutta, vertigini, nausea, diarrea, senso di sbandamento, vampate di calore o di freddo improvvisi, bisogno di urinare spesso, etc. 

L’ansia non è solo un limite o un disturbo, ma riconosciuta e analizzata può diventare uno strumento di analisi di se stessi ed essere utilizzata come una risorsa. Almeno un terzo della popolazione mondiale ha avuto o potrà avere un disturbo d’ansia nel corso della propria vita, questo perché l’ansia è una condizione fisiologica, utile in molti momenti della vita: serve a proteggerci dai rischi, a mantenere lo stato di allerta, a migliorare le prestazioni lavorative e di studio. 

"L’inferno era vuoto, e tutti i diavoli erano lì"
[William Shakespeare]


Attacchi di panico

Il DAP (disturbo da attacco di panico) è caratterizzato dall'improvviso verificarsi di un senso di paura senza alcun motivo particolare o apparente, durante il normale svolgimento delle attività quotidiane. Alcuni presentano il fenomeno della depersonalizzazione ossia hanno la sensazione di trovarsi all'esterno del proprio corpo e di guardarsi dall'alto.

Altri hanno invece la sensazione che il proprio corpo sia irreale, in questo caso si parla di derealizzazione. Ogni attacco può provocare una preoccupazione sempre maggiore, chiamata ansia anticipatoria che può aumentare fino a colmare le ore o le giornate che separano un attacco da un altro. 

Circa 1/3 dei giovani adulti ha almeno un attacco di panico tra 15 ed i 35 anni e, secondo il DSM IV dall'1.5 al 3.5% della popolazione mondiale sviluppa un disturbo da attacchi di panico nel corso della propria vita. 

Il DAP si sviluppa e si aggrava gradualmente: inizialmente l'attacco o gli attacchi possono verificarsi improvvisamente, successivamente possono invece manifestarsi subito prima o subito dopo l'incontro con una persona, con un oggetto o con una situazione che determina ansia. 

Con l'accrescersi dell'ansia anticipatoria molte persone preferiscono evitare i luoghi e le situazioni in cui si sono manifestati precedenti attacchi sviluppando agorafobia (paura dei luoghi affollati), nonostante essi non sappiano bene di cosa abbiano paura: l'importante è evitare l'attacco. 

La maggior parte degli attacchi di panico raggiunge la massima intensità entro 10/30 minuti e i sintomi sono: dolore o fastidio al torace, formicolio a mani e piedi, vampate di calore o di freddo eccessivi, nausea, maggior sudorazione, tremore o scossoni, palpitazioni, battito del cuore accelerato, difficoltà respiratorie, sensazione di asfissia, soffocamento, sensazione di estraneità all’ambiente circostante, al proprio corpo, a se stessi, paura di malattie incurabili, paura di morire, paura di impazzire.

"Il panico è una diserzione da noi stessi,
è un arrendersi al nemico da parte della nostra immaginazione"
[Christian Nestell Bovee]